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La campagna ha segnato la nostra crescita di domenica in domenica. Quando la famiglia si radunava attorno a un albero d’ulivo per parlare, per pranzare o semplicemente per pensare. L’albero non era uno qualunque, ma sempre lo stesso. Lo avevamo scelto senza sapere perché. Forse ci aveva scelto lui. Con i nostri occhi piccoli, l’ulivo risultava grandissimo, ampio e strano per gli intricati grovigli della corteccia. Riguardando le fotografie di quegli anni, il trascorrere del tempo sembrava avere effetto solo su di noi fratelli, Luigi e Silvia, che diventavamo ragazzini. La tenuta, invece, non sembrava risentirne. Meno che mai l’albero che ci aveva adottati. A cambiare erano anche i discorsi di papà: ora il soggetto era il nostro futuro, cosa avremmo fatto da grandi. Così, una domenica, forse sotto l’influenza dell’ulivo, comprendemmo quello che fino a quel momento non avevamo capito: il futuro era sotto i nostri piedi. A noi due, a papà Toni e a mamma Fabienne era caduto quel drappo che impediva la visione del domani. Era tutto lì, proprio sotto i nostri piedi.
Le terre erano ancora gestite dalla sorella di mamma, Loredana, che aveva sposato Riccardo, erede della nota famiglia nobiliare dei Vinci-Schermi, venuto a mancare in giovane età. Da allora abbiamo iniziato a progettare la nostra azienda A’Tenuta. Anzi, Athenuta, perché in questo nome abbiamo voluto accostare la nostra terra al mito della dea Athena che donò l’ulivo all’uomo. Athena, dea della sapienza, delle arti e dei mestieri. Il mito perfetto per coltivare il futuro in una famiglia innamorata delle proprie radici. Per la zia Loredana ridare vitalità a questi poderi era come tornare indietro ai tempi della serena vita famigliare e riprendere un percorso interrotto bruscamente. Athenuta, oggi, è davvero un bel pezzo di Sicilia. Collocata ai piedi delle flessuose colline iblee dei Monti Climiti, sotto gli occhi della città di Melilli, questa nostra terra sprigiona un profumo di ricchezza organica e minerale. Nel sottosuolo si incontrano stratificazioni laviche di antichissimi vulcani spenti e persino i resti di un’antica barriera corallina, ma a testimonianza che il mare Ionio è poco più in là, basta alzare lo sguardo per vederlo brillare. Da qui sarebbe partito il nostro sogno: onorare i nostri avi producendo un eccellente olio extravergine di oliva.
Nel 2021 le fiamme di un violento incendio, alimentato dai bollenti venti estivi, divorarono impietose gli ulivi secolari e tutto il resto della vegetazione riducendo in cenere, nel giro di un attimo, la nostra storia e il nostro futuro. È stato complicato fare i conti con il concetto di distruzione quando nelle nostre teste c’era solo quello di costruzione. Nella desolazione e nel caos del presente, fu papà, direttore di un’azienda chimica, a farci intravvedere la luce al di là delle ombre.
Il brutto incidente ci stava offrendo una nuova opportunità: dimenticare l’antica agricoltura dispersiva, ormai scomparsa sotto le fiamme, e ripartire da un approccio agricolo moderno ed energeticamente sostenibile. Il futuro era ancora sotto i nostri piedi! Era come se la stessa terra ci invitasse a non mollare ed a dare nuovo impulso alla rinascita di Athenuta. Grazie alle nuove tecniche agricole le nuove piante messe a dimora adesso crescono sane, irrorate da un sistema di irrigazione intelligente che fornisce solo l’acqua necessaria senza sprechi di alcun genere”. Se siete curiosi e volete vedere la nostra “fenice” risorta dalle fiamme saremo lieti di mostrarvi il nostro lavoro e raccontarvi gli sviluppi di un futuro che sta proprio sotto i nostri piedi! Luigi e Silvia Cannata.

