Le cultivar dell’area Iblea

Il panorama varietale siciliano
si caratterizza per la predominanza di otto cultivar (Biancolilla, Cerasuola, Moresca, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Oglialora Messinese, Santagatese, Tonda Iblea), le quali, assieme, raggiungono 1’80% di tutti gli olivi coltivati in Sicilia. Sono altresì rappresentate altre sette cultivar (Brandofino, Crastu, Giarraffa, Minuta, Pidicuddara, Verdello, Zaituna) con diffusione più limitata ma che, nei comprensori di pertinenza, riscontrano ancora un certo favore per alcuni caratteri agronomici. A completare il germoplasma indigeno siciliano contribuiscono circa altre venti cultivar, le quali anche se scarsamente importanti in termini di diffusione territoriale e di quantità prodotte, rivestono una considerevole importanza per la tutela della diversità biologica. Si prendono in esame, le varietà che interessano più da vicino l’area iblea:
Tonda Iblea
(Sinonimi: Cetrala, Tonda, Nostrale, Prunara, Nociara, Perlese, Marmorina, Giarraffa, Firlisa, Rummula, Raffina, Nociara). Cultivar siciliana, tipica dell’area orientale. I più importanti centri di coltura di questa varietà si trovano nella zona dei monti Iblei, interessando la provincia di Siracusa con i comuni di Buccheri, Ferla e Palazzolo Acreide (qui diffusa per il 95%),
la provincia di Ragusa con il comune di Chiaramonte Gulfi (diffusa per il 90%) e la provincia di Catania con i comuni di Caltagirone, Grammichele e Vizzini dove predomina per l’80-90%.
Viene inoltre coltivata, in percentuali variabili, nelle seguenti zone: in provincia di Ragusa, ad
Cultivar di olivo siciliano: TONDA IBLEA
Acate, Vittoria, Comiso, Giarratana, Monterosso
Almo, Modica e Spaccaforno; in provincia di
Siracusa, a Siracusa, Floridia, Canicattini Bagni, Avola, Noto, Sortino, Rosolini, Lentini, Carlentini, Francofonte.
Moresca
(Sinonimi: Bianculidda, Maiorana, Ogliara, Ogliarola, Imperiale, Turdedda, Nostrale, Reale, Nucidda Grossa, Catanisa, Signura, Francufurtisa, Morghetana, Ghiandalora). Area di diffusione: Cultivar siciliana diffusa nelle province di Siracusa, Catania, Enna, Caltanissetta e Agrigento. Caratteri bio-agronomici: La pianta è piuttosto vigorosa e ha portamento espanso con rametti fruttiferi penduli. La foglia, di forma ellittica, è grande e larga, con lamina asimmetrica, di colore Cultivar di olivo siciliano: MORESCA grigio-verde opaco nella pagina superiore. Le drupe sono di forma ovoidale, asimmetriche, con apice leggermente umbonato e di pezzatura medio-grande (4-5 g). La produttività è elevata mediamente costante. La resa in olio è media (16-19%) perché a polpa molle e molto acquosa (86%), con alto residuo morchioso. Si adatta bene alle zone di media collina, dove produce quasi annualmente con un anno di carica ed il seguente di media carica. In alta collina ed in bassa montagna si mostra molto soggetta agli attacchi di rogna ed un po’ meno al cicloconio. E’ inoltre facile preda del Dacus oleae. E’ varietà autosterile, ma viene fecondata da numerose varietà: “Ogliarola Messinese”, “Zaituna”,”Nocellara Etnea”, “Tonda Iblea” e “Biancolilla”;
Biancolilla
(sinonimi: Palummara, Janculidda, Cuscinettu): il cui nome deriva dalla colorazione che assumono le drupe a maturazione (bianco e lilla), è diffusa nell’area centro-occidentale dell’isola, in particolare nelle province di Palermo ed Agrigento, in minore misura e presente nella provincia di Trapani, da menzionare è invece la sua diffusione sul territorio dell’isola di Pantelleria, dove è l’unica cultivar diffusa e dove le condizioni sia pedoclimatiche sia delle tecniche colturali determinano una diversa risposta vegeto- produttiva rispetto a quello che la stessa cultivar presenta sul resto del territorio siciliano. Ha una buona capacità di sfruttare terreni aridi, pietrosi e soprattutto con scarso franco di coltivazione, abbastanza resistente al freddo, è ottima per la sua precoce entrata in produzione, fa registrare basse rese dell’ordine del 15% e presenta un’elevata predisposizione Cultivar di olivo siciliano: BIANCOLILLA all’alternanza di produzione;
Nocellara etnea
(Sinonimi: Nuciddara, Paturnisa, Ghiandolara, Pizzuta, Augghialora, Marmorigna, Virdisi.) Area di diffusione: cultivar siciliana diffusa soprattutto nella provincia di Catania, in prevalenza nel comune di Paternò, ma è anche presente nelle province di Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna, dove tende a diffondersi Caratteri bio-agronomici: la pianta è piuttosto vigorosa con rami a portamento pendulo. Le foglie, di forma ellittico-lanceolata, sono di dimensioni medie, piuttosto strette e simmetriche, di colore verde grigiastro nella pagina superiore. Le drupe sono di forma ellissoidale-allungata; l’epicarpo, prima della maturazione, è di colore verde intenso, con lenticelle visibili anche quando il frutto è invaiato, mentre a maturazione completa è nero violaceo. Il volume del frutto varia in funzione delle condizioni di umidità del terreno, cosicché il peso medio oscilla da 4 a 7 g. La resa in olio è media (15-20%) e la resa in polpa si aggira intorno all’ 85-90%. Si adatta bene sia in pianura che in collina, nei terreni sciolti come in quelli tendenti al compatto e produce bene, generalmente ad anni alterni, tanto in zone irrigue che in condizioni a piovosità autunnale favorevole ed anticipata sviluppa drupe di aridità, con la differenza che con l’ausilio dell’irrigazione o nelle annate e grosse o grossissime, mentre in condizioni di aridità, specialmente se eccessivamente in carica, dà drupe di media pezzatura o piccole. Presenta inoltre buona resistenza alla rogna, meno nei riguardi del cicloconio. Dal Dacus viene pure danneggiata, ma molto meno di tutte le altre varietà siciliane. se” E’ varietà autosterile e presenta anche casi di intersterilità con diverse varietà: “Ogliarola Messine “Tonda Iblea”. Viene fecondata sufficientemente dalla “Moresca” e dalla “Biancolilla”, ma i migliori risultati di impollinazione si ottengono con la “Zaituna”
Nocellara del belice
(sinonimi: Nebbia, Mazzara, Oliva tunna, Nuciddara): cultivar da mensa, l’unica, attualmente, tra le varietà siciliane da mensa ad aver già ottenuto il riconoscimento comunitario D.O.P., viene coltivata nella provincia di Trapani, in particolare a Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. Sebbene utilizzata soprattutto per mensa la Nocellara del Belice è una cultivar a duplice attitudine, in particolare nelle aree in cui è maggiormente diffusa la destinazione è come oliva da metodo di trasformazione denominato alla mensa, castelvetranese, mentre nelle altre zone è prevalentemente coltivata come cultivar da olio
Cerasuola
(sinonimi: Purrittara, Ugghiarola, Palermitana, Ugghiaredda) Principalmente diffusa nel versante nord-occidentale della Sicilia, nelle zone contigue delle province di Palermo e Trapani mentre ha una ristretta diffusione nell’area sud-occidentale limitatamente all’area di Sciacca in provincia di Agrigento. Si tratta di una cultivar androsterile, si coltiva esclusivamente per ‘estrazione di olio, ha delle rese in olio molto elevate, superiori in molti casi al 20%, la maturazione avviene in media epoca ed è sufficientemente compatta, presenta una buona plasticità di adattamento, anche in terreni poveri e con limitate risorse idriche, è molto sensibile alla rogna;